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26 Mar
26Mar

Tempi proficui per chi sente il bisogno di parlare.

Tempi duri per chi, invece, vorrebbe dire.

La lingua incollata al palato si allenta piano per non disturbare un silenzio necessario e, in punta, cerca spazio tra i denti serrati di fatica.

I polmoni, stanchi, implorano di risparmiare respiro per non far danno al cuore che ancora c'è, e batte, da qualche parte. 

Scrivere per chi? - Scrivere di cosa? - Scrivere dove?

I muri immacolati di un quartiere dimenticato dall'anima dove nessuno metterà piede.

Un abisso confuso di priorità ribaltate in cui si rischia di cadere confondendo l'effimero con il bello.

- Tempi proficui per chi scrive - mi dicono.

Vorrei che m' insegnassero - come?-dove?-per chi? -

O forse il silenzio, quello vero, quello pieno, quello che sanno i fiori , i monti, i fili d'erba...

Non importa - mi dico - Non importa raccontare la bellezza. 

Lei lo fa benissimo anche da sola.

E se l'arte è una lente per ingrandire tutto o vedere il tutto che c'è nel niente, torniamo a cercarla.

Ma cerchiamola nuova, cerchiamola profonda.

Cerchiamola dove non c'è musica senza silenzio, nell' atto difforme di alzare la testa.

 

31Jan
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